06/06/2018

CASARTIGIANI torna ad augurare buon lavoro al nuovo Esecutivo, auspicando che in primo piano ci sia l’attenzione all’Artigianato e alle Piccole Imprese. Le Associazioni di questo nostro mondo possono essere orgogliose dei risultati di affermazione e di crescita del comparto dagli anni ’60 al 2008, nei quali, da una considerazione minimale, si è giunti ad una valutazione unanimemente di importanza e di rilievo.
Purtroppo, dal 2008 questa terribile crisi, ormai decennale ben peggiore di quella degli anni rispettivamente ’70, ’80 e 90, ha causato la perdita di quasi 170mila imprese. A niente è bastata la proverbiale accortezza e sobrietà, oltre all’orgogliosa identità  dell’artigiano, e a non molto, anche se il dato è irrilevante, è servita la capacità di adattamento e di mutevolezza del nostro imprenditore, che ha fatto sì che venissero a mancare tipologie tradizionali come quella dei falegnami, per vedere esponenzialmente aumentare quella della cura della persona. Va anche rilevato un aspetto positivo dovuto, se è consentito , al lavoro comune di tutte le Organizzazioni imprenditoriali che ha fatto sì , come importanti ricerche dimostrano, che il ruolo delle media impresa si è accresciuto, anche numericamente , grazie alla trasformazione qualitativa e dimensionale di molte attività artigiane. E’ necessario, e in tal senso ne sottolineiamo l’importanza al nuovo Governo, al di là delle innovazioni legislative epocali, come la flat-tax e una vera sburocratizzazione, riparare nel tessuto connettivo del Paese i danni sociali-economici e potremmo dire anche antropologici che questa maledetta crisi ha comportato, con la cessazione di tante imprese e non solo. Ad esempio, è passato inosservato e viene trascurato, per ragionamenti forse di ideologia post moderna e senz’altro di adattamento percettivo, che negli ultimi 50 anni l’Istituto dell’Apprendistato si è letteralmente dimezzato, facendo venire a mancare la linfa vitale del ricambio generazionale. Straordinari Istituti di Formazione, che abbiamo avuto il privilegio di visitare negli anni ’70 e ’80, sono ora monumenti al ricordo e forse alla nostalgia.
Due sono le misure, di non difficile realizzazione, che ci permettiamo di suggerire e comunque di prospettare come spunto di riflessione, ovvero, la facilitazione di un reddito di introduzione all’attività imprenditoriale da non sovrapporre ma alternare al reddito di cittadinanza, e per quanto riguarda il Credito, che è stato il grande problema assillante e anche mortificante in questi dieci anni, l’istituzione di un progetto sulla falsa riga del nostro “Mano Tesa”, però con ben altri sostegni (non abbiamo certamente il copy right, anche perché per aiutare 100 imprese, con tutta la meritorietà del gesto, a CASARTIGIANI è costato circa 100mila euro e quindi senza l’intervento governativo è molto problematico continuare) per rilanciare la fiducia e l’appartenenza.
Si sentono nel Paese positive sensazioni (anche perché dopo dieci anni di sofferenza non se ne può più) che rischiano di essere mortificate dalle aride difficoltà economiche, ma come diceva il sommo Aristotele: “ quando il problema è troppo grande, scomponilo, fanne tanti piccoli problemi e risolvine uno alla volta”.
CASARTIGIANI è, come sempre, a disposizione nel rispetto del proprio Ruolo, della propria Storia e del proprio Impegno.

P.s. Resta inteso che aver aiutato centinaia di aziende e centinaia di famiglie è la cosa più importante che potessimo pensare o fare.



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