14/02/2018

Come avemmo a dire in un’Assemblea di quasi venti anni fa a Taormina, parafrasando il Commissario nazionale Salvo Montalbano, “Artigiano sono”, rimarcando con questo un’identità, una filosofia, un’appartenenza, infine, un modo di essere e di vivere, sottacendo un senso di libertà. Ieri sera c’è stata l’ennesima conferma di un boom di ascolti (oltre 11milioni di italiani davanti allo schermo della TV), con uno share di oltre il 45%, livello mai raggiunto da una serie TV. Un boom di ascolti che è anche un’esplosione di simpatia, di consenso, di condivisione. La condivisione è soprattutto nostra, se è vero com’è vero che, ad esempio, Caverzan ha avuto occasione di dire, l’anno scorso, che Montalbano è un artigianato televisivo di pregio perché non ha niente di industriale e ogni puntata è confezionata come un pezzo unico e numerato. Questo parere dal mondo della cultura ci gratifica e ci lusinga perché Montalbano è ormai un’icona nazionale e che sia un personaggio siciliano del grande Camilleri, non ci stupisce affatto, ma ci dà grande gioia, perché sappiamo, nonostante i luoghi comuni, quanto ci sia di umanità in quel lembo triangolare di terra appena impercettibilmente ma orgogliosamente staccato dall’Italia continentale. Ad esempio, tutti quei magnifici personaggi, solo apparentemente secondari, espressivi con il loro slang icastico e a volte immaginifico che così conosciamo e abbiamo imparato ad apprezzare, portatori di quel senso di rispetto e di solo apparente rassegnazione volitiva e compresa mai completamente vinta. Su tutto, quel senso di sospensione dal Tempo di matrice Cechoviana (massimo complimento a Camilleri), che vince e in qualche modo esorcizza il peggior nemico dell’Uomo, ovvero, l’inesorabile, logorante passare del Tempo. Sembra quasi che Montalbano non sia ristretto, come tutti, nella tormentata triangolazione circoscritta dello spazio, del tempo e della materia, perché per lui la materia non invecchia, il tempo non passa e lo spazio è esattamente quello in cui vuole vivere, immaginario ma reale e in cui tutti noi vorremmo vivere. L’immagine simbolo di ieri sera è quella del Commissario con i suoi due amici del cuore Mimì Augello e l’Ispettore Fazio, intenti a “eliminare” una tiella di pasta cosiddetta “incasciata”, rappresentazione di Amicizia, di Libertà e di Bene e allora un po’ tutti diciamo “Montalbano sono” e Catarella direbbe “di persona personalmente”.     



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