09/05/2015

Roma, 20 aprile 2015_ “Apprezziamo il Documento di Economia e Finanza per il 2015 perché descrive, finalmente, il ritorno ad un percorso di crescita attraverso una politica di bilancio pubblico che si gioverà soprattutto dei favorevoli impulsi provenienti dallo scenario internazionale. Accogliamo, inoltre, con soddisfazione l’impegno del Governo di eliminare le clausole di salvaguardia previste per il 2016”. Lo hanno affermato le Organizzazioni di Rete Imprese Italia nel corso dell’audizione sul Def tenuta oggi pomeriggio presso la V Commissione Bilancio del Senato.
“Una politica di bilancio nuova – si legge in una comunicato stampa divulgato al termine dell’incontro – deve necessariamente contenere flessibilità sufficiente ad avviare la riduzione del carico fiscale sulle imprese. Ci aspettiamo molto dall’attuazione della delega fiscale, soprattutto per lasciarci definitivamente alle spalle una fase che ha visto la messa in campo di strumenti come lo split payment e, contemporaneamente, l’estensione del reverse charge, due novità verso le quali continuiamo a essere fermamente contrari. Il cambiamento effettivo di rotta sarà rappresentato, inoltre, dall’abbandono definitivo dei tagli lineari alla spesa pubblica, per imboccare invece una logica selettiva, anche nella revisione delle tax expenditures. In particolare, chiediamo di confermare il sostegno agli interventi di ristrutturazione edilizia, compreso il “bonus mobili”, e di riqualificazione energetica”.
“Esistono alcune criticità che vanno superate. Prima di tutto è necessario ripristinare il funzionamento normale del mercato del credito. Tutti sappiamo che la strategia della Banca Centrale Europea non è riuscita ancora a innescare la ripartenza del finanziamento alle imprese e, se questi flussi non ripartiranno, la ripresa ne risentirà pesantemente”.
“E’ indispensabile, inoltre, – secondo Le Organizzazioni di Rete Imprese Italia - rilanciare i consumi interni e gli investimenti. Una domanda interna più forte può ridimensionare i rischi di un’economia troppo dipendente dalle dinamiche delle esportazione e dei tassi di cambio. La carenza d’investimenti è particolarmente grave nel settore delle infrastrutture. Una dotazione infrastrutturale efficiente, lo sappiamo tutti, è la precondizione per uno sviluppo duraturo. Quindi, accanto alle azioni previste nel Documento per le grandi opere infrastrutturali, va impressa una decisa accelerazione all’apertura e all’avvio dei piccoli e medi cantieri, come previsto dal decreto Sblocca Italia. Ma serve, soprattutto, un serio programma di recupero e bonifica del territorio, di tutela del suolo, di riqualificazione, volto al risparmio energetico, a ridurre la cementificazione, a favorire il recupero abitativo, a prevenire i disastri naturali”.
“In materia di lavoro – conclude il comunicato – i provvedimenti già adottati dovrebbero favorire la stabilizzazione dei rapporti e incrementare l’occupazione. Tuttavia, per favorire una strutturale ripresa del mercato, è necessario garantire la piena copertura anche per quest’anno, e la proroga al 2016, dell’esonero contributivo concesso per le nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato”.



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