16/01/2017

Domenica era sempre Domenica e il sole scaldava di più, la vita era dolce e le notti serene, l’avvenire era luminoso, il peggio era passato.
La C.A.S.A. (Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani in seguito denominata CASARTIGIANI) aveva la sua sede a Piazza di Spagna vicino la scalinata di Trinità de Monti e Francesca era stata appena assunta e a neanche diciotto anni già sapeva “come sa di sale lo pane altrui”.
L’atelier delle sorelle Fontana dava principesca presenza di sè alla salita di San Sebastianello e già nel mondo si parlava di questa straordinaria alta moda italiana, che queste tre magiche sorelle per prime rappresentavano, dando inizio alla leggenda del Made in Italy.
Un bel giorno Zoe Fontana scese le scale e decise a diventare a tutti gli effetti artigiana. Erano o non erano delle grandi artiste che con la loro inventiva e le loro mani, mai stanche, creavano veri e propri capolavori?! Era necessario dare ufficialità al loro status e per fare ciò avevano scelto la C.A.S.A. e la tessera "magica" che porta fortuna.
Da loro erano già passate tutte le fantastiche e più famose dame, di quel tempo baciato dal destino, avendone in cambio una inestinguibile, ineffabile, eleganza che impreziosiva la Gemma, a volte, splendendo di più della gemma stessa.
Audrey Hepburn, proprio lei, quella di “Vacanze romane”, quel filiforme, etereo, meraviglioso cigno, che sarà un po’ italiana per sempre, frequentava l’atelier a volte l’accompagnava proprio Gregory Peck, forse con la loro magica Vespa, icona sempre e per sempre di un Italia che si rialzava e correva svelta.
E poi altre grandi attrici da Ava Gardner (loro era il vestito nel film “la Contessa scalza”) e Linda Christian e Liz Taylor che si rispecchiava in Cleopatra in quel mitico film. Linda poi aveva fatto fare alle Fontana il suo abito da sposa, del matrimonio del secolo, con il mitico Tyron Power. Quel matrimonio aveva fatto diventare Roma, capitale del gossip ante litteram.
Anche la affascinante, preveggentemente triste e colta Jacqueline Kennedy era affezionata cliente, amava Roma e l’Italia come il più carismatico Presidente americano di sempre e suo consorte John. Aveva conosciuto l’atelier in occasione di quella indimenticabile visita del Presidente a Roma che vide folle acclamanti per celebrare quell’Uomo grande portatore di speranza.
Lei gli era sempre al fianco, elegantissima e spesso vestita Fontana fors’anche in quel maledetto giorno a Dallas, ma anche in quel giorno a Napoli quando Napoli era “o paese d’ò sole” in cui la folle ruppe gli argini della Sicurezza in un caloroso, indimenticabile abbraccio al Presidente, con i marines a lasciar fare, come un ringraziamento aprioristico, come una consolazione anticipata per una sorte generosa e ingrata. E infine, Lei, la principessa per antonomasia, la numero uno, la moglie di Ranieri, la mamma del nostro amico Alberto, Grace Kelly principessa di Monaco, che quando saliva le scale della rampa sembrava sostenuta dagli angeli.
Quando Francesca vide Zoe chiedere la tessera magica della C.A.S.A. per poi attivare l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane sapeva che si trattava di una grande e già famosa sarta e ne fu lusingata, ma non sapeva che a creare leggenda basta un giorno lavorativo qualsiasi.
Poi il tempo scolora la leggenda e la fa divenire mito.
Il 27 e il 28 febbraio la Rai dedica una fiction alle sorelle Fontana e CASARTIGIANI è fiera di aver partecipato, seppur solo per soluzione di aspetti burocratici, per servizio e assistenza, per un briciolo a questo grande mito italiano, oltretutto femminile, perché una cosa è certa, se in Italia gli Uomini di valore cominciano a scarseggiare, le donne non mancano.
Ma non tanto quelle che fanno politica, perché lì non si sa bene quali sono i criteri selettivi, pur senza generalizzare, che fanno una carriera. Le donne di valore non mancano, nella società, soprattutto col coraggio che ci hanno dovuto mettere in questi ultimi venti o trenta anni per rinnovarsi, riadattarsi, rimettersi in gioco in un contesto sociale sempre incentrato sull’uomo dove l’uomo è sempre meno però all’altezza ma pretende ancora vecchi privilegi (anche qui senza generalizzare ma percentualizzando).
La storia delle sorelle Fontana, anche quella delle Francesca di sempre, è quindi una grande storia italiana di omaggio alle donne che non ci stanchiamo mai di celebrare anche adesso che non si sa mai bene se è veramente festa, neanche la domenica e che il sole sembra non scaldare più e che anche piazza di Spagna non è più la stessa.

G.B.

 



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